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Se la tua azienda vuole crescere è tempo di Reskilling

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La macchina del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resislienza) è partita e dobbiamo domandarci, con molta franchezza, se le nostre aziende sono pronte a tenere il passo oppure no. Il piano prevede degli obbiettivi chiari e molto concreti, tanto per la Pubblica Amministrazione quanto per le aziende e i cittadini.

Le aree di intervento sono sei:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Infrastrutture e mobilità sostenibile
  • Istruzione e ricerca
  • Inclusione e coesione
  • Salute

Relegare la tecnologia e la digitalizzazione solo al primo punto del programma è l’errore di fondo. Tutto il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha come tema pervasivo e trasversale la componente digitale.

E questo è l’aspetto importante che ancora non è entrato completamente all’interno delle nostre aziende, sia in termini culturali che di competenze e di processi.

Da timidi utilizzatori a qualificati padroni di casa

Se apriamo i soffitti delle aziende italiane troviamo milioni di persone davanti a un pc, la gran parte delle quali con competenze di base e con una scarsa comprensione degli scenari tecnologici che stanno cambiando gli equilibri economici a livello locale, nazionale e goblale.

Questo ragionamento è già stato fatto all’interno della Pubblica Amministrazione che arriva prima del settore privato nel metabolizzare le novità del PNRR. Semplificazione, cloud, processi digitali, formazione, sono solo alcuni degli interventi già avviati da questo Governo per mettere in atto le direttive del PNRR.

Ma che lo faccia la PA non è sufficiente. Soprattutto se le aziende vogliono “salire sul carro” e guidarlo, mantenendo alta l’asticella della competitività sia in casa (in Italia) che fuori (all’estero).

Per questo è importante che le nostre aziende attivino quel processo che definiamo di Re-Skilling, ovvero di adeguamento delle competenze alle nuove tematiche del digitale, agli strumenti e ai temi più urgenti. Per nominarne uno: la cybersecurity.

“Non esiste nessun progetto di digitalizzazione senza un progetto sulla Cybersecurity”

Queste sono le parole di Fabio Florio, BDM e Innovation Center Leader di Cisco Italia, pronunciate sul palco dell’Executive Partner Club tenutosi a Venezia lo scorso maggio. Parole che sosteniamo al 100%, perché la sicurezza, all’interno del panorama sia locale che globale è IL tema.

E, come diciamo spesso, non è sufficiente “armare” le reti aziendali con qualche dispositivo di protezione, va fatto un progetto vero e proprio. Sull’infrastruttura, ma anche e soprattutto sulle persone e sulle loro competenze.

Competenze che devono portare le nostre risorse umane ad essere parte attiva di questo cambiamento. Perché non possiamo portare opportunità in un clima di vulnerabilità, percitare nuovamente Florio.

Amministratori, manager e proprietà che ruolo hanno?

L’idea del titolare dell’azienda che si tiene fuori da questi aspetti appartiene ad un retaggio vecchio. Se la tua azienda vuole mantenere un livello competitivo alto (o raggiungerlo) nessuno può rimanere in disparte a guardare. Board, consiglio di direzione, CDA o comunque sia organizzato il direttivo della tua azienda devono essere parte attiva nel comprendere per primi l’urgenza di questi temi.

D’altronde, sarebbe strano che il Presidente del Consiglio non fosse informato, aggiornato e in linea con le necessità dello scenario attuale, giusto? Quindi perché la direzione della tua azienda dovrebbe fare eccezione?

“Il sapere è potere”, diceva Francesco Bacone, per questo è importante che l’azienda si adegui al sapere più recente. Conoscere significa essere in grado di distinguere, avere una percezione più affinata e capace di guardare più in là.

Questo è il reskilling: riqualificare sé stessi e le proprie risorse, allineare la propria azienda ad un livello di conoscenza e consapevolezza digitale più alto.

Questa è la nuova fonte di competitività, il nuovo carburante per il futuro prossimo e immediato.

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