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Brand e coronavirus: come restare credibili rispondendo ai nuovi bisogni?

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Il coronavirus ha mutato le abitudini di consumo di molte persone.

Questi cambiamenti saranno duraturi o solamente di passaggio? La risposta ce la potrà dare solamente il tempo, quello che sappiamo è che i rischi per la propria brand reputation sono notevoli. Come possono brand e aziende rimanere rilevanti in un tempo fluido segnato da profondi cambiamenti comportamentali?

Mai dare l’impressione di voler approfittare della situazione. Non essere quindi opportunisti, non sfruttare questa situazione di crisi è il primo consiglio che ogni azienda deve seguire. Non è tempo per il “real time marketing” o di promozioni azzardate.

Fare social media listening. Partire dall’ascolto per provare a far sentire la propria vicinanza a clienti o potenziali clienti. Intercettare le conversazioni che coinvolgono il brand aiuta ad interpretare meglio i bisogni e, di conseguenza, proporre soluzioni. Le palestre sono chiuse? Ci pensa Durex a trovare una soluzione, piacevole, per tutti!

Diffondere solo informazioni vere e utili, evitando fake news. Divulgare bufale è dannoso, meglio dare messaggi realistici ma positivi trasformando, laddove è possibile, il proprio piano editoriale in uno strumento per ricordare alla propria community le regole per la prevenzione del contagio. E così, Haribo ci insegna come lavarci – bene – le mani “cantando il nostro jingle 5 volte”.

Mostrarsi empatici. Rivolgere sempre un messaggio di solidarietà ai consumatori. È questo che ha fatto Louis Vuitton, con una lettera di auguri di “sicurezza e salute” verso i suoi utenti cinesi. Anche Ceres ha incoraggiato la propria community tramite un messaggio sui social, invitandoli a “restare uniti” in attesa di poter di nuovo “stare insieme”.

I brand devono spiegare come saranno utili nella nuova vita di tutti i giorni. C’è infatti una nuova “normalità”, sebbene temporanea – si spera. Le lezioni si seguono online grazie agli strumenti per l’eLearning, il cinema si guarda dal proprio divano, la pizza o il sushi si mangiano a casa grazie al food delivery e le uscite con gli amici si trasformano in video-party. E il lavoro? Si riscoprono gli spazi di casa per organizzare al meglio lo smart working. Per molte aziende, farsi trovare pronte, è un dovere. Oltre che un’opportunità. Rendere fruibili i propri servizi, andando online, è sicuramente il primo passo.

Giocare su piani più leggeri. I brand devono aiutare i consumatori a costruirsi una nuova routine, devono far da giuda e mostrarsi disposti ad accettare i nuovi cambiamenti e le nuove sfide imposte dal coronavirus.

“Arrampicatevi sulle Divano Mountains, tuffatevi nell’impetuosa Doccia Gelata e provate lo street food di Quelcherestainfrigo. È ora di godervi un luogo magico come non avete mai fatto prima: è ora di stare a casa.” Qualcuno se lo sarebbe mai aspettato proprio dalla Lonely Planet?

“Piccoli” dal cuore grande.

Ma non sono solo le grandi o grandissime aziende a distinguersi, durante questa pandemia. I singoli professionisti e le piccole imprese possono diventare i protagonisti delle storie più toccanti.

La lista di piccole imprese e professionisti che contribuiscono meglio che possono, è lunghissima, e ci ispira a fare comunità, a collaborare, a camminare insieme verso un’unica direzione.

In queste condizioni straordinarie, a ogni modo, è ormai chiaro che i canali web sono diventati una risorsa chiave per i brand di ogni dimensione e popolarità, al fine di comunicare con i propri utenti, “umanizzando” e migliorando la propria immagine.

Se non sai come dare sufficiente visibilità al tuo business possiamo realizzare insieme una strategia LinkedIn ad hoc per la tua attività e i tuoi obiettivi. Il 18 maggio ti aspettiamo al corso di LinkedIn StartUp con il nostro Max Furia.

I grandi cambiamenti partono da piccoli passi.

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17 risposte a “Brand e coronavirus: come restare credibili rispondendo ai nuovi bisogni?”

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