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5 motivi per cui il tuo backup non funziona come dovrebbe

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Quanto tempo pensi che abbiano i tuoi addetti all’IT?
Se metti in fila tutte le attività che, quotidianamente, svolgono, scoprirai che il loro tempo è finito e le ore lavorative sono state riempite con ogni genere di attività.

Ma, lo sappiamo bene, la parola chiave più usata (e abusate) di sempre è: “priorità”.

L’efficienza della rete è una priorità, la sicurezza è una priorità, il buon funzionamento delle periferiche di rete è una priorità, la privacy è una priorità, l’accesso alle risorse di rete è una priorità. E potremmo andare avanti.

E, in tutto questo, il backup non è una priorità? Certo che lo è! È addirittura un’attività che diamo per scontata. Ma, come farla, automatizzarla e gestirla in sicurezza è un’altra faccenda. Senza dimenticare che è anche una responsabilità.

Veeam ha intervistato oltre 1500 professionisti dell’IT in tutto il mondo facendo una semplice domanda:

“Quale opzione spingerebbe la tua organizzazione a cambiare la soluzione do backup principale con una nuova soluzione o servizio?”

Le risposte ruotano sempre attorno alle famigerate 3C, che gli IT Manager conoscono molto bene: capacità, costo e complessità.

Motivo n.1: il mio backup attuale non è affidabile

Il motivo più comune per cambiare le soluzioni di backup primarie è l’affidabilità o la sua mancanza. Il motivo è che è stato preso un codice vecchio di vent’anni (o anche trenta se riuscite a crederci), tentando di adattarlo per adeguarlo alle problematiche IT di oggi. È l’equivalente del Winnebago in Balle spaziali: assolutamente ridicolo.

(Se siete troppo giovani per capire la battuta, cercate su Google e guardatelo. Questo film è fantastico. E che lo Sforzo sia con te!)

Troppo spesso gli amministratori IT individuano un problema nel backup quando è troppo tardi, il che equivale a tentare di riparare il tetto quando sta grandinando. Molto spesso le aziende attribuiscono questo problema ad una mancanza di competenze da parte del personale, ma è proprio questo l’inghippo. Se una souzione di backup è stabile ed affidabile non dovreste essere degli ingegneri per utilizzarla.

Cosa vogliono le aziende?

La tranquillità che la soluzione scelta sia lì per coprirci le spalle, non per generare altri pensieri, problemi e ulteriore carico di lavoro.

Motivo n.2: a conti fatti il mio sistema di backup attuale è molto costoso

costi dei sistemi di backup

Hardware, software e storage hanno un costo, è piuttosto chiaro. Inoltre, molte soluzioni hanno la necessità di collegare componenti aggiuntivi, hardware o software. Senza contare i costi nascosti: interruzione del servizio o perdita di dati, perdita di credibilità sui clienti, impatto sul brand, costi di ripristino sproporzionati in termini di ore lavorative. Senza contare la produttività persa, una delle cose che i professionisti IT detestano maggiormente.

Per questi e, probabilmente, molti altri motivi che conosci alla perfezione, è necessario trovare il giusto equilibrio tra prestazioni, efficienza, SLA di ripristino a fronte dei costi previsti. Meglio se non ci sono trabocchetti.

Cosa vogliono le aziende?

Un modello di costo chiaro e flessibile. Semplice. La soluzione dovrebbe integrarsi con il nostro hardware e software senza dover rinunciare al fine settimana per rimettere a posto tutto.

Motivo n.3: quel ROI che fa promesse da marinaio

Hai presente la gif di Homer Simpson che scompare tra i cespugli? Ecco, questo è un po’ il tema del calcolatore di ROI che promette, promette e poi i conti non tornano mai. Il punto debole nel calcolo del ritorno dell’investimento sulle soluzioni di backup è che si considera come KPI più importante il tempo risparmiato nell’archiviazione dei dati. Ma i dati servono per lavorare, quindi il KPI che più ci interessa è quanto velocemente riusciamo a far lavorare i nostri dati quando ne abbiamo bisogno.

via GIPHY

Cosa vogliono le aziende?

La frase più antica del mondo: patti chiari, amicizia lunga.
Niente promesse da maghi delle tecniche di vendita.
Quello che vogliamo è salire sul sedile del guidatore e gestire la cosa con quanta più semplicità possibile, aggiungendo e togliendo quello che vogliamo senza troppe storie, eccezioni o regole.
Punto.

Motivo n. 4 tempi di ripristino lunghi

Cosa succede se hai bisogno di accedere ad una porzione molto specifica di dati?
Alcuni fornitori possono stupirti con esempi e demo preparate ad hoc, ma la verità la scopri quando hai a che fare con i tuoi dati, quelli veri che devi usare tutti i giorni.

L’altro tema è la velocità di ripristino. Il fattore chiave non ruota solo intorno alla possibilità di recuperare una certa porzione di dati, ma quanto sia semplice e veloce farlo.

Detto in parole povere: conta il numero di click che devi fare. Se è più lungo o complesso che mandare un’email allora c’è qualcosa che non torna.

Cosa vogliono le aziende?

Una soluzione che consenta il ripristino con SLA differenziati e che si evolva naturalmente in base alle esigenze degli utenti.

Motivo n.5 devo sorvegliare il backup

Se c’è una cosa che manda fuori di testa le persone del tuo IT è dover controllare che il sistema di backup faccia il backup. E poi, senza nessuno che sappia usare PowerShell come un ninja sei in grado di gestire la situazione?
Se c’è la necessità di aggiungere un NAS o modificare la quota di storage sul cloud come la mettiamo?

Bisogna attivare una task force oppure è qualcosa di gestibile in numero di clic ragionevoli, senza che il tuo team debba prendersi il weekend per verificare che tutto sia effettivamente in ordine?

Cosa vogliono le aziende?

Ritornare ad occuparsi delle priorità di business e che gli strumenti di backup facciano i backup.

Il suggerimento finale per valutare un sistema di backup che faccia il suo lavoro

Parla con i tuoi amici, con altri esperti del mondo IT e, infine, con i nostri specialisti. La soluzione che, in tutto questo scenario, sa garantirti il meglio è quella di Veeam. Ma, non devi crederci, non è richiesto nessun atto di fede.

Sono i fatti che contano, anzi, meglio ancora, sono i dati che contano. I tuoi.

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